Un solo camino - Lincoln Almada

 Un solo camino copertina

"Un solo camino"

L’arpa è arrivata in America Latina agli inizi del 1600 per mano dei gesuiti, che utilizzarono la musica come mezzo di evangelizzazione. Nel 1604 la provincia gesuitica del Perù si divide e nasce la nuova provincia gesuitica del Paraguay o "Paraquaria" che comprendeva l’odierno territorio della Bolivia orientale, del Brasile meridionale, dell’Uruguay, del Paraguay, dell’Argentina nord-occidentale e inizialmente anche del Cile. I gesuiti introdussero strumenti musicali europei, istallarono fabbriche per la loro produzione e iniziarono gli "indios" all’arte della musica, sia sacra che profana. I padri Antón Sepp, Domenico Zipoli, Martin Schmid e Luis Berger, dopo anni di lavoro con gli abitanti delle "reducciones", arrivarono a un livello musicale così altro che lo stesso Papa Benedetto XIV, nella sua enciclica del 19 febbraio 1749, riferisce che "quasi non v’è differenza alcuna tra le messe e i vespri cantati dai devoti della provincia del Paraguay e le nostre". I gesuiti godevano di un grande potere economico e di un’assoluta indipendenza dal potere civile. Nel 1767 la Compagnia di Gesù fu espulsa dal Nuovo Continente per ordine di Carlo III. I gesuiti dovettero trasferirsi, ma la musica rimase, all’interno e all’esterno della chiesa. I loro strumenti si confusero con i ritmi e le tradizioni musicali già esistenti e con quelle portate dalle tante altre culture presenti: indios, europei e africani. Da quel momento l’arpa è una delle protagoniste nella formazione, attraverso i secoli, di quello che oggi chiamiamo musica tradizionale.

Da piccolo, ero affascinato dal suono della banda che accompagnava le feste patronali suonando nel cortile del comune del mio paese. Poi presi l’arpa in mano e cercai di imitare i colori e la potenza ritmica della banda, ciò che mi esaltava da giovane.

La vita mi ha portato più tardi in Europa, dove ho vissuto negli ultimi 30 anni. Ho avuto l’immensa fortuna di conoscere musicisti provenienti da tutto il mondo e di poter suonare con loro. Così, ho imparato in forma diretta nuovi stili e tecniche strumentali, i diversi approcci nel modo di tramandare la musica delle loro culture. Questa esperienza, insieme alla mia ricerca personale, mi hanno fatto maturare. Ho capito che la musica non ha veramente nessuna frontiera, che tutti, prima o poi, ci siamo trovati qui o lì. Sono riuscito a guardare la musica tradizionale latinoamericana, e sopratutto il modo di suonare l’arpa, da un’altra prospettiva.

"Un solo camino" è una riflessione su un tipo si sensibilità perduta o, chissà, una futura sensibilità nel modo di eseguire brani tradizionali.

Questo lavoro è un omaggio a mia madre Celestina Perez. Senza di lei non avrei certamente suonato l’arpa.

Voglio ringraziare mia moglie, Evangelina Mascardi, che sin dal primo giorno ha creduto in me e nella mia musica.

 

 

 

 

 

TEDESCO

"Un solo camino" (Deutsch: "Ein einziger Weg")

Die Harpe erreichte Lateinamerika am Anfang des 17. Jahrhunderts dank der Jesuiten, welche die Musik zur Evangelisierung einsetzten. Im Jahr 1604 teilte sich die jesuitische Provinz Perus und es entstand die neue jesuitische Provinz "Paraguay" oder "Paraquaria", welche das heutige Ostbolivien, Südbrasilien, Uruguay, Paraguay, Nord-West-Argentinien und anfangs auch Chile umfasste. Die Jesuiten führten europäische Musikinstrumente ein, errichteten Fabriken zu deren Herstellung und brachten den "Indios" die Kunst sowohl der sakralen als auch der profanen Musik bei. Die Geistlichen Antón Sepp, Domenico Zipoli, Martin Schmid und Luis Berger erreichten nach Jahren der Arbeit mit den "reducciones" ein so hohes musikalisches Niveau, dass selbst Papst Benedikt XIV in seiner Enzyklika am 19. Februar 1749 schrieb, dass es "fast keinen Unterschied zwischen den Messen und Vespern der Gläubigen in der Provinz Paraguay und den unseren gibt". Die Jesuiten verfügten über große wirtschaftliche Macht und waren völlig unabhängig vom Bürgertum. Im Jahr 1767 wurde die Gemeinschaft Jesus auf Anweisung von Karl III vom Neuen Kontinent verbannt. Die Jesuiten mussten umziehen, doch ihre Musik blieb, sowohl innerhalb als auch außerhalb der Kirche. Ihre Instrumente vermischten sich mit den bereits bestehenden musikalischen Rhythmen und Traditionen und denen der anderen Kulturen: Indios, Europäer und Afrikaner. Ab diesem Zeitpunkt war die Harfe im Laufe der Jahrhunderte eines der Hauptelemente in der Entstehung der so genannten traditionellen Musik.

Als kleiner Junge war ich fasziniert vom Spiel der Gruppen, die auf den herrschaftlichen Festen in den Höfen meiner Stadt spielten. Dann nahm ich die Harfe selbst in die Hand und versuchte, die Farben und die rhythmische Kraft der Gruppe nachzumachen, dies machte mich in meiner Jugend glücklich.

Später hat mich mein Leben nach Europa geführt, wo ich die letzten 30 Jahre meines Lebens verbracht habe. Ich hatte das unglaubliche Glück, Musiker aus der ganzen Welt kennenzulernen und mit ihnen zusammen spielen zu können. So habe ich auf direktem Wege neue Stile und Instrumental-Techniken sowie unterschiedliche Arten der Weitergabe der Musik in den verschiedenen Kulturen gelernt. Diese Erfahrungen, gepaart mit meiner persönlichen Suche, haben mich reifen lassen. Ich habe verstanden, dass Musik keine Grenzen kennt und dass wir alle uns früher oder später mal hier oder dort aufgehalten haben. Ich habe es geschafft, die traditionelle lateinamerikanische Musik, und besonders das Harfenspiel, aus einer anderen Perspektive zu sehen.

"Un solo camino" ist eine Reflektion über eine verlorene Sensibilität oder, wer weiß, eine zukünftige Sensibilität in der Art, traditionelle Stücke zu spielen.

Diese Arbeit ist eine Hommage an meine Mutter Celestina Perez. Ohne sie hätte ich sicherlich nie das Harfenspiel erlernt.

Ich möchte meiner Ehefrau Evangelina Mascardi danken, die seit dem ersten Tag an mich und meine Musik geglaubt hat.

 

INGLESE

"Un solo camino" (English: "A single path")

The harp arrived in Latin America in the beginning of the 1600s in the hands of the Jesuits who used music as a tool for evangelism. In 1604, the Jesuit province of Perù was divided and the new Jesuit province of "Paraguay" or "Paraquaria" was formed which included the territory that currently includes eastern Bolivia, southern Brazil, Uruguay, Paraguay, north-western Argentina and initially, also Chile. The Jesuits introduced European musical instruments, installed factories for their production and initiated the "Indians" in the art of music, both sacred and profane. Fathers Antón Sepp, Domenico Zipoli, Martin Schmid and Luis Berger, after years of work with the inhabitants of the "reducciones", arrived at such a high musical level that Pope Benedict XIV, in his encyclical dated February 19, 1749, stated that "there is almost no difference between the masses and vespers sung by the devotees in the province of Paraguay and ours." The Jesuits enjoyed great economic power and absolute independence from civic power. In 1767, the Society of Jesus was expelled from the New World per Charles III. The Jesuits had to move but the music remained, both inside and outside the church. Their instruments were combine with the already existing rhythms and musical traditions and those brought from so many of the other cultures that were present: native, European and African. From that moment on, the harp become one of the leading players in the formation of what is known today as traditional music.

As a child, I was fascinated by the sound of the band that accompanied the patronal festivals playing in the courtyard in my town. Then, I picked up the harp and tried to imitate the sound and rhythmic power of the band that I was so enthused about as a child.

Life later brought me to Europe where I have lived for the last 30 years. I have had the great fortune to meet musicians from all over the world and play with them. In this manner, I learned new styles and instrumental techniques - the various approaches to passing on the music of their culture. This experience, together with my personal research, helped me grow. I understood that music really has no boundaries, that sooner or later we have all found ourselves here or there. I was able to see traditional Latin American music and, especially, how to play the harp from another perspective.

"Un solo camino" is a reflection on a type of lost sensitivity or, who knows, a future sensitivity in how to perform traditional songs.

This work is a tribute to my mother, Celestina Perez. Without her, I surely would not have played the harp.

I would like to thank my wife, Evangelina Mascardi, who believed in me and my music from day one.

 


 

Lincoln Almada é nato in Paraguay. Giovanissimo, inizia a suonare come percussionista in diverse formazioni, sopratutto nella musica tradizionale per banda. Più avanti, integrerà queste esperienze nell’interpretazione dell’arpa, dedicandosi alla musica tradizionale.

 

In Paraguay, l’arpa conservava ancora delle antiche tecniche che in Europa erano ormai da tempo perdute. Lincoln Almada è riuscito a fondere queste tecniche alle influenze che ha assorbito negli anni da diverse culture, elaborando un suo stile personale.

Nel suo repertorio riunisce i ritmi della regione Guaranì (Paraguay e litorale argentino), la musica "llanera" (Colombia e Venezuela) e la musica afro-latinoamericana (Cuba e Perú).

 

Attualmente, Lincoln Almada abbina la sua attività concertistica internazionale a numerosi corsi (in Italia presso il Conservatorio di Napoli, il Conservatorio di Pesaro, il Conservatorio di Vibo Valentia, la scuola Suoni d’arpa di Salsomaggiore, il Festival internazionale d’arpa di Viggiano; in Svizzera presso la Schola Cantorum Basiliensis; in Francia al Rencontres Internationales de Harpes Dinan, Centre occitan des musiques traditionelles Toulouse; in Belgio al Harpe Diem Leuven e in Spagna presso il Conservatorio di Huesca, tra tanti altri), dedicati all’improvvisazione e all’interpretazione dei ritmi latinoamericani e delle tecniche dell’arpa latinoamericana.

 

 

TEDESCO

 

Lincoln Almada ist in Paraguay geboren. Als ganz junger Mann beginnt er als Percussionist in diversen Gruppen zu spielen, besonders traditionelle Musik für Gruppen. Später lässt er seine Erfahrungen in seine Interpretation der Harfe einfließen und widmet sich der traditionellen Musik.

 

In Paraguay wird die Harfe noch mit antiken Techniken gespielt, die in Europa längst verloren gegangen sind. Lincoln Almada vereint diese Techniken mit den Einflüssen, die er in den unterschiedlichen Kulturen gesammelt hat und entwickelt daraus sein ganz eigenen Stil.

In seinem Repertoire vermischen sich die Rhythmen der Region Guaraní (Paraguay und argentinische Küste), mit der Musik "llanera" (Kolumbien und Venezuela) und der afro-lateinamerikanischen Musik (Kuba und Peru).

 

Heutzutage kombiniert Lincoln Almada seine internationalen Konzerte mit zahlreichen Kursen (in Italien an den Musikhochschulen "Conservatorio Neapel", "Conservatorio Pesaro", "Conservatorio Vibo Valentia", an der Harfenschule "Suoni d’arpa in Salsomaggiore", beim internationalen Harfenfestival "Festival internazionale d’arpa" in Viggiano; in der Schweiz an der "Schola Cantorum Basiliensis"; in Frankreich beim "Rencontres Internationales de Harpes Dinan", im "Centre occitan des musiques traditionelles Toulouse"; in Belgien beim "Harpe Diem Leuven" und in Spanien beim "Conservatorio di Huesca" und vielen anderen), die sich der Improvisation und der Interpretation der lateinamerikanischen Rhythmen und der lateinamerikanischen Harfe widmen.

 

 

INGLESE

 

Lincoln Almada was born in Paraguay. At a very young age he started playing as a percussionist in various groups, especially in traditional band music. Later, he would integrate these experiences in his interpretation of the harp, dedicating himself to traditional music.

 

In Paraguay, the harp still uses the old techniques that have long been lost in Europe. Lincoln Almada melds these techniques to the influences that he has collected from various cultures, creating his own personal style.

In his repertoire he combines the rhythms of the Guaraní region (Paraguay and coastal Argentina), the "llanera" music (Colombia and Venezuela) and Afro-Latin American music (Cuba and Perú).

 

Lincoln Almada combines his international concert activity with numerous courses (in Italy at the Naples Conservatory, the Pesaro Conservatory, the Vibo Valentia Conservatory, the school Suoni d'arpa at Salsomaggiore and the International Harp Festival in Viggiano; in Switzerland at the Schola Cantorum Basiliensis; in France at the Rencontres Internationales de Harpes Dinan, Centre occitan des musique traditionelle Toulouse; in Belgium at the Harpe Diem Leuven and in Spain at the Huesca Conservatory, among others) dedicated to improvisation and the interpretation of Latin American rhythms and Latin American harp techniques.