L’Arpa come un’orchestra

di Emanuela Degli Esposti

 

Ascoltando le registrazioni che Henriette Reniè effettuò per la Columbia e per l’Odeon, non stupisce la frase che Carlos Salzedo rivolse all’allieva Mildred Dilling nel 1914 : “ Vai da Henriette Reniè, lei è al di sopra di tutte le arpiste, come il cielo è sopra la terra”.
Significative anche le affermazioni dei critici dell’epoca: “La rinascita dell’arpa è dovuta in gran parte a H.Reniè, al suo innovativo Concerto e ai suoi successi come virtuosa”…”L’arpa deve alla Reniè ciò che la chitarra deve a Segovia”.
In effetti, la sua strabiliante bravura fu presto riconosciuta quando, a soli 12 anni, vinse il primo premio (assegnato all’unanimità) al Conservatorio di Parigi. Soltanto il violinista Sarasate aveva ottenuto un simile trionfo!
Evento eccezionale, fu anche la sua ammissione, l’anno seguente, nella classe di Armonia e Composizione. Nel 1888 era piuttosto singolare riconoscere tali velleità a una persona di sesso femminile.
In seguito, H.Reniè dimostrò il suo talento per la composizione e anche la sua vocazione per l’insegnamento.
Fu eseguendo il Concerto da lei composto che il suo più celebre allievo Marcel Grandjany ottenne il primo premio al Conservatorio nel 1905.
E’ interessante rilevare che, attraverso alcune sue composizioni, la Reniè concepì l’arpa come un’orchestra, conferendole dignità di strumento solistico completo.
A tal proposito, nel 1908 , scrisse alla madre : “Una sola cosa mi induce a lavorare seriamente nella composizione: l’orchestrazione. Non mi piace soltanto cercare un’idea, ma aggiungere, colorare, ascoltare dentro di me un brulicare di risonanze e costruire i vari piani, le varie voci…”.
Il “Pièce Symphonique” (1913) è il brano che più di ogni altro rivela questa sua immaginazione volta all’orchestrazione.

Ispirato da un evento luttuoso che la colpì duramente, affronta il tema della morte e della speranza nei “Trois Episodes” che lo compongono.
La severa tonalità di Mi bemolle minore annuncia la “Marche Funebre”, il cui tono dolente è sottolineato dall’incedere dei bassi e dai sinonimi ribattuti ( esistono pochi esempi di questa forma musicale nella musica per arpa, come quella contenuta nei “Dernières Pensèes” di Parish-Alvars, o come “For the death of Absalon” nella Rapsodia di Castelnuovo-Tedesco).
Il secondo episodio “Appassionata” rappresenta la lotta contro la morte in una serie di passaggi frenetici di grande difficoltà tecnica.
I suoni armonici introducono lo splendido tema della trasfigurazione il cui titolo è una riflessione della Reniè: “La pensèe des esperances futures, né detruit pas la douleur, elle la trasfigure.”
Questa frase esprime la fede profonda che accompagnò la sua vita e che possiamo cogliere leggendo i frammenti delle sue memorie: “Senza dubbio, solo Dio volle che io passassi lievemente in questo mondo, sfiorandolo appena con un piede. Non condividendo l’opinione di Mozart a riguardo, io invece penso che ci sarà musica in cielo e che la sentiremo con le nostre orecchie, per questo credo nella resurrezione del corpo.” ( estratto dalle Meditazioni -dicembre 1927).
“…ma c’è una parola che può sormontare tutti i terrori della morte con il suo ingresso nell’ignoto e nel giudizio. È la parola amore.” (Marzo 1953).
E’ possibile trovare il “Pièce Symphonique” presso la Biblioteca del Conservatorio di Milano nell’edizione originale L.Rouhier oppure può essere richiesto a Clara Fortis nell’edizione Ledùc.
Hanno inciso questo brano: Susan Mc Donald (Vanderbilt), Xavier De Maistre (Harmonia Mundi), Emanuela Degli Esposti (La Bottega Discantica).

Dal 7° numero di “Musica d’Arpa notizie” dicembre 2003