Alberto Ginastera e il mistero della sonatina

di Marcela Méndez


Alberto Ginastera nacque a Buenos Aires l’11 aprile 1916. I suoi genitori erano emigranti: il padre veniva dalla Catalogna, mentre la madre era italiana. Iniziò i suoi studi di musica molto giovane ed entrò nel William Conservatory all’età di dodici anni.
Nel 1934 vinse il suo primo premio dall’associazione El Unisono.
A questo seguirono durante la sua lunga carriera internazionale altri importanti riconoscimenti.
Ginastera contribuì in maniera determinante allo sviluppo della musica in Argentina, sia costituendo nel 1948, assieme ad altri compositori, La lega dei Compositori, sia creando numerosi dipartimenti di musica e conservatori in tutto il paese.
Nel 1971 si stabilì a Ginevra con la sua seconda moglie, la violoncellista Aurora Natola e morì il 25 giugno 1983.

La musica di Alberto Ginastera unisce l’energia ritmica della musica popolare argentina con accattivanti lirismi per creare fantastiche atmosfere.
Ginastera compose almeno 55 pezzi musicali, ma la sua ricerca di perfezione lo indusse a distruggerne molti e a ritirarli dal suo catalogo.
Le composizioni per arpa comprendono il “Concerto per Arpa op. 25” (scritto nel 1956; revisionato nel 1968) e i due primi lavori per arpa scritti nel 1938: “Cantos del Tucumàn” per voce, flauto, violino, arpa e per due cajas indigenas ( uno strumento a percussione indigeno); e la “Sonatina per Arpa Sola”.
La Sonatina fu dedicata a Augusto Sebastiani, un arpista italiano che arrivò in Argentina nel 1916 per ricoprire il posto di Prima Arpa del Teatro Colon; Sebastiani fu un’importante figura per l’arpa e per la prima generazione di arpisti argentini.
Nel 1939, la Sonatina vinse un premio municipale.
Marìa Ester Moro, un’importante arpista che studiò con Sebastiani, fu insegnante di arpa al Performing Arts Conservatory “Gilardo Gilardi”, fondato da Ginastera.
Un giorno Ginastera chiese a Marìa E. Moro e agli altri arpisti di non suonare più la Sonatina. Ella rispettò la sua decisione e disse ai suoi 10
studenti di non suonare quel pezzo, ma conservò una copia del manoscritto.

La mia insegnante Elene Carfi, che studiò con la Moro, mi diede la Sonatina nel 1992 quando passai il mio ultimo esame alla Scuola di Musica “Celia Torra” a Concepciòn (Uruguay) e stavo cercando musiche di compositori argentini.
Anche altri arpisti argentini ricevettero il pezzo e cominciarono a suonarlo.

La Sonatina é un bellissimo pezzo in tre movimenti: Preludio, Aria e Toccata.
Il primo movimento segue la struttura della forma sonata, usando armonie tradizionali e anche musica folk e popolare argentina in D maggiore.
Il secondo movimento è in G maggiore e ha una struttura A-B-A con un ostinato nella mano sinistra nella prima e nell’ultima variazione del movimento. La melodia è presentata negli armonici. In questa melodia troviamo un motivo tratto dalle musiche dei cowboys che cavalcano nelle vaste praterie del sud dell’Argentina.
Il terzo movimento comincia con un glissando seguito da rapide note che finiscono in una sequenza di glissanti alla fine del movimento. Quello che è veramente interessante del terzo movimento è che il materiale è riusato da Ginastera con una piccola variazione alla fine del terzo movimento del concerto per arpa (misure 204 – 224).

Per capire lo stile di questo pezzo dobbiamo ascoltare altri pezzi del primo periodo di Ginastera come ad esempio “Impresiones de la Puna” per flauto e strumenti a corda da orchestra (1934), “Danzas Argentinas” per piano (1937) e il balletto “Estancia” (1941).
Nell’ultimo decennio del ventesimo secolo, gli arpisti argentini portarono il pezzo fuori dall’Argentina in occasione del Latin American Encounter of Harpists a Veracruz in Messico nel 1993. In questo festival, gli arpisti latino – americani recuperarono ed eseguirono tutte le musiche originali per arpa e la Sonatina di Ginastera oltre a molti altri pezzi interessanti.

Oggigiorno si conoscono e sono in circolazione due copie manoscritte inedite della Sonatina di cui una con molti errori. Anche se Ginastera la ripudiò, insieme a molti altri pezzi del suo primo periodo, continua ad essere molto apprezzata dagli arpisti e dal pubblico.

Dal 6° numero di “Musica d’Arpa notizie” giugno 2003