Arpa e Organo in concerto - Roberta Alessandrini, arpa - Paolo Delama, organo

CD “Arpa e Organo in concerto“

La Bottega Discantica BDI 261

 

Roberta Alessandrini, arpa - Paolo Delama, organo

 

Musiche di: Grandjany, Blanco, Soler, Glinka, Gounod, Ravanello, Alessandrini, Cage, Duruflè, Giavina.


€ 17,00 disponibile presso MUSICA D'ARPA

 

http://www.discantica.it/discantica 261.html

 

 

 

Marcel Grandjany - Aria in classic style op. 19

        

Jose Pedro Blanco - Primo concerto in sol magg. (allegro)

 

Antonio Soler - Terzo Concerto: andantino , minuetto

        

Michail Ivanovic Glinka - Variazioni su un tema di Mozart ( arpa sola )

        

Charles Gounod - Serenade (Berceuse)

        

Oreste Ravanello - Prelude - Berceuse

 

Giuseppe Alessandrini - Une fleur

        

John Cage - In a Landscape ( arpa sola)

        

Maurice Durufle' - Hommage a Jean Gallon

 

Maurice Durufle' - Prelude sur l'Introit de l''Epiphanie op. 13

 

Maurice Durufle' - Fugue sur le carillon des heures de la Cathedrale de Soissons op. 12   ( organo solo)

 

Riccardo Giavina - Fantasia

        

 

 

Il cd propone l’inusuale connubio tra due strumenti apparentemente antitetici: l’arpa, con il suo raffinato ed elegante suono emesso unicamente dal pizzico delle corde e l’organo, con il grandioso fiato trasmesso da centinaia di canne. L’accostamento, sfruttando le particolarità foniche dei due strumenti, riesce, attraverso particolari scelte espressive degli esecutori, a creare mondi sonori di particolare suggestione ed efficacia.

 

Una sfida sicuramente vincente che trova il suo preludio con l’incantevole Aria in stile classico per arpa e organo scritta da un esperto conoscitore dei due strumenti. Marcel Grandjany, uno dei più valenti arpisti del ‘900, francese, stabilitosi a New York dove insegnò arpa alla Juilliard School , fu proficuo compositore ed ebbe anche una discreta attività di organista. In questo brano riassume, in maniera singolare, le peculiarità espressive in un magistrale esempio di sintesi e armonia strumentale.

 

Il tema nello stile classico viene sviluppato da Grandjany facendo prevalere il gusto per la sfumatura e la ricerca timbrica.

 

Il contrasto, la contrapposizione tra i due strumenti sono caratteri essenziali, invece, dei due brani che seguono, esempi tipici della letteratura settecentesca spagnola che sembra astrarre dalla singolarità fonica.

 

Nei due concerti di Antonio Soler e di Josef Blanco destinati, senza grandi distinzioni, all’organo o al cembalo o all’arpa, a seconda degli strumenti disponibili all’epoca a corte, colpisce l’estrosità e la vivacità del linguaggio che, sia nell’arpa che nell’organo, trovano espressione viva ed efficace tipica dell’idioma spagnolo.

 

Il programma di questo CD intende mettere in luce altresì le singole specificità coloristiche ed espressive dei due strumenti, offrendo la possibilità di ascoltarli anche in veste solistica.

 

Nella pagina di Glinka, compositore russo, padre dell’opera nazionale russa, l’autore riesce a realizzare, da un tema tratto dal Flauto Magico di Mozart, una serie di virtuosistiche variazioni che sfruttano sapientemente le peculiarità dell’arpa evidenziando i caratteri romantici della sua personalità.

 

La Sérénade (Berceuse) di Charles Gounod è un piacevole esempio della sua cantabilità romantica, casta e sensuale allo stesso tempo, come, sovente, viene definita.

 

Si prosegue ponendo l’accento sulla letteratura tardo-romantica e moderna. I due autori italiani si distinguono per la melodiosità mediterranea: il brano dell'organista veneziano Oreste Ravanello, castigato nel linguaggio ceciliano, sfrutta le sonorità dell’organo che maggiormente si prestano all’amalgama del duo; il brano di Giuseppe Alessandrini, padre dell’arpista, pianista e compositore, allievo di F. Donatoni e autore, tra l’ altro, di un copioso catalogo che sfrutta l’arpa in varie formazioni, è scritto per la nascita della prima nipotina; è una melodia semplice che, nella parte centrale, si snoda in un interessante dialogo tra i due strumenti; atteggiamenti modali presenti in tutto il pezzo, vengono poi ad accentuarsi, nella ripresa.

 

Con “In a landscape” per arpa sola è data la possibilità di ascoltare un insolito John Cage; compositore tra i più avanzati sperimentatori della musica d'avanguardia contemporanea, allievo di Schoenberg, autore di musica concreta, utilizzatore di sperimentali e innovativi strumenti tra cui spicca il pianoforte preparato, scrive nel 1948 questo pezzo per la ballerina Louise Lippold . Scritto per arpa o pianoforte, questo brano, che risente anche in parte dell'influenza di Satié, ha la struttura ritmica di un pezzo di danza. Particolare suggestione è data dall'utilizzo di due sole ottave e dall'alternanza di due tonalità che genera un'impressione momentanea di stonatura.

 

I tre brani per organo di Maurice Duruflé appartengono alla produzione minore del compositore ma ne mettono in luce, al pari dei capolavori, i tratti caratteristici: l’Hommage à Jean Gallon, manifesta la raffinatezza e la ricerca armonica, profusa anche in questa modesta pagina in omaggio del professore di armonia; il Prélude sur l'Introït de l'Épiphanie dichiara l’amore per il servizio liturgico della letteratura organistica con uno spiccato attaccamento al canto gregoriano e infine la Fugue sur le carillon des heures de la Cathédrale de Soissons fa emergere la preparazione contrappuntistica – mai accademica – che permette all’autore di costruire architetture solide e gustose.

 

La Fantasia per Arpa e Organo di Riccardo Giavina, scritta e dedicata al duo Alessandrini-Delama, si compone di tre episodi diversi e caratteristici . Nel Preludio iniziale il dialogo fra i due strumenti si attua alternando momenti brillanti ad altri calmi e meditati che introducono la successiva Chanson. l'Organo ne espone la sua linea melodica che poi viene interrotta da un misterioso intermezzo dell'Arpa e quindi ripresa concludendo in modo suggestivo. La Toccata si svolge con una particolare pulsazione ritmica anche proponendo un nuovo episodio centrale e terminando con intense e luminose sonorità.

 

 

 

                                                                           Roberta Alessandrini

 

This CD presents the unusual union of two apparently antithetical instruments: the harp and the organ. While the former produces a refined and elegant sound solely by plucking its strings, the latter creates sound by pressurized air sent through hundreds of pipes. Through the distinctive timbres of both instruments and specific choices of expression by the performers, this duo creates worlds of sound of particular charm and efficacy.

 

This successful challenge is introduced here with a charming Aria in classical style for harp and organ composed by an expert on both instruments: Marcel Grandjany. He was French but he settled in New York, where he taught harp at the Julliard School. Besides being one of the most accomplished harpists of the 20th century, he was a successful composer and a respected organist. In this skilful example of instrumental synthesis and harmony, he remarkably summarizes the instruments' expressive qualities. He develops the theme in classical style giving precedence to nuance and tone-colour.

 

However, contrast and contraposition of the two instruments are fundamental features of the next two works: typical examples of 18th century Spanish music which seems to concentrate on the uniquenes of each instrument.

 

The two concertos by Antonio Soler and by Josef Blanco were written – with no major distinctions - for the organ, the harpsichord or the harp, depending on which instrument was available at the particular time and court. They impress the listener with inventiveness and brilliance which, both in the harp and in the organ, are vividly and forcefully expressed – typical of Spanish music.

 

The programme of this CD is meant to highlight the distinctive colours and expressiveness of these two instruments, and it offers the opportunity to hear them as solo instruments as well.

 

In the work by Glinka, a Russian composer, father of Russian national opera, the composer creates a series of virtuosic variations on a theme taken from The Magic Flute by Mozart, and cleverly uses the distinctive qualities of the harp to reveal its romantic character.

 

Sérénade (Berceuse) by Charles Gounod is a pleasant example of his romantic cantabile, both chaste and sensual, as it is often defined.

 

The programme continues with emphasis on late-Romantic and modern music. The two Italian composers stand out for their Mediterranean melodiousness. In the work by the Venetian organist Oreste Ravanello – his sacred works are in a sober style - the composer uses the sounds of the organ which blend the best in the duo. Giuseppe Alessandrini, pianist, composer and father of the harpist, studied with F. Donatoni. In his copious catalogue he makes the most of the harp in various formations. He wrote this piece for the birth of his first granddaughter. It is a simple melody which, in the middle section, the two instruments weave into an interesting dialogue. Modal tendencies are present throughout this piece and are accentuated in the reprise.

 

With In a landscape for solo harp, we have the opportunity to hear a different John Cage, one of the most advanced experimenters of avant-garde contemporary music. He studied with Schoenberg, composed musique concrète, and used experimental and innovative instruments such as the prepared piano. This piece was composed in 1948 for the ballet dancer Louise Lippold. It is for a harp or piano, and it shows some influence from Satie, with its rhythmic dance structure. Particular charm comes from the use of only two octaves, and the alternating of two keys, which gives a momentary impression of playing out of tune.

 

The three pieces for organ by Maurice Duruflé belong to the lesser works of this composer, but highlight the organ's characteristic features as much as his masterpieces. In his Hommage à Jean Gallon – a homage to his harmony professor - we find many examples of intellectual and sophisticated harmony, even if this is a modest work. The Prélude sur l'Introït de l'Épiphanie shows his delight in the liturgical organ and a penchant for gregorian chant. Finally, the Fugue sur le carillon des heures de la Cathédrale de Soissons displays his contrapuntal expertise – although it is never scholastic – which allows him to create solid and pleasing musical forms.

 

The Fantasia per Arpa e Organo by Riccardo Giavina, written for and dedicated to the duo Alessandrini and Delama, consists of three different and characteristic episodes. In the opening Preludio, the dialogue between the two instruments occurs through an alternating of lively and calm, meditated passages which introduce the following Chanson. The melodic line is presented by the organ, interrupted by a mysterious intermezzo by the Harp, and then repeated, creating an evocative conclusion. The Toccata has a distinctive rhythmic pulse, it introduces a new middle section, and has an intense and luminous ending.

 

 

 

 

Roberta Alessandrini, veronese, dopo il diploma al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia ottenuto con la massima votazione e la lode, si perfeziona con eminenti esponenti della scuola arpistica francese tra cui Pierre Jamet ed Elisabeth Fontan–Binoche.

 

Risulta vincitrice di molti concorsi nazionali ed internazionali tra cui spiccano il 1° premio assoluto “Honneur” all'unanimità al Concorso Internazionale d'Arpa di Parigi nel 1985, il 1° premio (con borsa di studio) al Concorso Nazionale “Rietmann“ di Genova-Pegli nel 1984 e i Concorsi Nazionali di Arpa “Victor Salvi” di S. Margherita Ligure e Chiavari.

 

Svolge attività come arpista in varie orchestre nazionali, ma si dedica prevalentemente all'attività concertistica suonando in prestigiose sale da concerto in Italia e all'estero in molteplici formazioni: recital solistico, solista con orchestra, duo con violino, flauto, organo, pianoforte e ensembles vari di musica da camera.

 

É già interprete di due interessanti CD: nel primo, uscito nel 1996 a cura della casa discografica Naxos, accompagnata dall'Orchestra da camera di Mantova, è solista dei concerti per arpa ed orchestra di Wagenseil, Krumpholtz e Dussek, nell'altro edito da La Bottega Discantica nel 1999 offre un recital per arpa sola con brani fra i più significativi della letteratura arpistica.

 

Contemporaneamente pubblica lavori di trascrizione per arpa di classici clavicembalistici, è invitata a far parte delle giurie di vari concorsi nazionali ed internazionali e svolge attività didattica come titolare della classe di Arpa presso il Conservatorio “Bonporti” di Trento, presso l'Accademia Europea di Erba (CO), nell'ambito dei Corsi estivi organizzati a S. Marco di Castellabate (SA) dall'Ente Concerti di Belveglio (AT) e presso il “Laboratorio Musica” di Cortemilia (CN).

 

www.robertaalessandrini.net

 

 

 

Roberta Alessandrini is from Verona. After receiving her diploma from the “B. Marcello” Conservatoire in Venice with full marks and honours, she continued her studies with eminent exponents of the French school of harp, including Pierre Jamet and Elisabeth Fontan-Binoche.

 

She has won many national and international competitions, including a unanimous First prize “Honneur” at the International Harp Competition in Paris in 1985; First prize (with a scholarship) at the “Rietmann” National Competition in Pegli (Genoa) in 1984, and the “Victor Salvi” National Harp Competitions in S. Margherita Ligure and Chiavari.

 

She is a harpist with various national orchestras, but most of her time is dedicated to performing in prestigious concert halls in Italy and abroad in various formations: solo recitals, soloist and orchestra, duo with violin, flute, organ, piano and various chamber music ensembles.

 

She has already recorded two interesting CDs: the first, released in 1996 by Naxos, accompanied by the chamber orchestra of Mantova, and as a harp soloist with the orchestras of Wagenseil, Krumpholtz and Dussek. The other release by La Bottega Discantica in 1999 offers a solo harp recital of some of the most important works for harp.

 

She also edits transcriptions of works for harp from classic harpsichord works, and is often invited to be on juries for various national and international competitions. She is also professor of harp at the “Bonporti” Conservatoire in Trento, at the Accademia Europea di Erba (CO), at the summer courses in S. Marco di Castellabate (SA), at the Ente Concerti di Belveglio (AT) and at the “Laboratorio Musica” in Cortemilia (CN)

 

www.robertaalessandrini.net

 

 

 

 

 

Paolo Delama, si è diplomato in Organo e Composizione organistica con il maestro Giancarlo Parodi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e in Musica corale e Direzione di coro con Terenzio Zardini al Conservatorio “F. E. Dell’Abaco” di Verona. Ha conseguito la laurea specialistica in Composizione liturgica a pieni voti con lode al Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento.

È direttore dell’Ufficio Musica Sacra nell’Arcidiocesi di Trento e professore stabile straordinario di Musica Sacra allo Studio Teologico Accademico di Trento.

Ha curato la catalogazione tecnico-descrittiva del patrimonio organario della Provincia di Trento per conto dell’Associazione Organistica Trentina “Renato Lunelli”. Ha condotto numerose trasmissioni radiofoniche e televisive di interesse musicale. Alcune sue composizioni sono state pubblicate dalle editrici Carrara, Elledici e Rugginenti.

 

 

 

Paolo Delama has a diploma in Organ and Organ Composition from the “G.Verdi” Conservatoire in Milan, where he studied with Giancarlo Parodi, and a diploma in Choral Music and Conducting from the “F. E. Dell'Abaco” Conservatoire in Verona. He holds a degree in Liturgical Composition summa cum laude from the “F.A. Bonporti” Conservatoire in Trento.

 

He is the director of the Ufficio Musica Sacra in the Archdiocese of Trento and full-time professor of sacred music at the Studio Teologico Accademico in Trento.

 

He has supervised the technical and descriptive cataloguing of the organ heritage of the province of Trento for the “Renato Lunelli” Associazione Organistica Trentina. He has hosted numerous television and radio music programmes. Some of his compositions have been published by Carrara, Elledici and Rugginenti.

 

L'organo

 

ORGANO “MASCIONI ~ OP. 613”

 

CHIESA DEL SS. SACRAMENTO IN TRENTO

 

Progettato e parzialmente costruito nel 1945, l’organo fu adattato ed installato nella chiesa del Santissimo Sacramento di Trento solo nel 1951. Nel 2010 a seguito dei lavori di generale ristrutturazione che hanno interessato la chiesa, lo strumento è stato sottoposto ad una consistente opera di restauro che ha previsto, oltre a tutti i necessari interventi per il recupero e ripristino delle funzionalità, anche alcune varianti al quadro fonico.

Tale circostanza ha inoltre permesso di intervenire esteticamente sull’intera

struttura frontale proponendo un nuovo prospetto di canne in alta lega di stagno, in sostituzione della precedente soluzione di compromesso adottata nell’installazione dello strumento.

Ubicato in coro, adotta trasmissioni elettriche e somieri di tipo elettropneumatico con membrane verticali.

La consolle conta tre tastiere di 61 note ed una pedaliera di 32 note

 

 

Registrazione: luglio 2011, Chiesa del Santissimo Sacramento - Trento.

Tecnico del suono ed editing Edoardo Lambertenghi

 

Arpa 47 corde, Lyon & Healy Gran Concerto, modello Style 23 costruita a Chicago (USA) nel 1989 in occasione del centenario dalla fondazione della ditta.

 

DISCANTICA 261

 

http://www.discantica.it/

 

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